Aspettavo il vento…

Aspettavo il vento, questa mattina. Quel vento che ti cambia anche se tu non vuoi. Che ti fa male come la carezza che vorresti ti addormenti, ma che non arriva mai. Lo aspettavo come lo aspetto sempre, senza chiedere il perché. Senza chiedere nulla se non la sua compagnia. È più un’esigenza che una velleità. Qualcosa che mi sale da dentro e che cerca il suo specchio tra le onde. E poi ho aperto gli occhi e ho spalancato la finestra. Il sole, dispettoso, sorrideva da dietro le nubi e le pioggia, dolce e fittissima, faceva l’amore con l’acqua salata. E come la tela di un pittore al quale hanno strappato il cuore, i colori del cielo e del mare ostentavano una disperazione senza vergogna. Così, una delicata malinconia ha cessato l’attesa. E ho iniziato a ballare.

Aurora G.

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