Onda gigante

Quando sopravvivi a un’onda gigante non puoi trattenere le risate.


Sarà l’adrenalina o il paradosso di scoprirti ancora vivo, quando già ti davi per spacciato.


Ma funziona così: passa l’onda e tu sei ancora sulla tavola, ti guardi attorno e scoppi a ridere.


E poi ricominci a surfare, con le mani che ti tremano e le gambe stanche, ma sai che hai poco tempo, un’altra onda si sta formando.


Non c’è spazio per pensare a come è andata, a come sarebbe andata, a come poteva andare.


A tutti gli errori che hai commesso per ritrovarti a corto di fiato.


Questo mi ha insegnato il windsurf, come nell’acqua così nella vita: se sopravvivi a un passato difficile, che senso ha continuare a pensarci?


Ridi di gusto a tutte le prove che non ti hanno ancora ucciso e corri veloce verso la prossima avventura.


Non c’è tempo per i “se” o per i “ma”: un’altra onda si sta formando ed è ancora più grossa di quella che hai appena surfato.


E sembra non esserci altra via di uscita che saltarci sopra ridendo.


E nel farlo, non scordarti mai la cosa più importante: divertiti!

Aurora G.

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